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martedì 21 agosto 2018

beer # birra# champahne2018#








# come si fa la birra  : La ricetta della birra è esclusivamente a base di acqua e malto d’orzo, che si ottiene dalla lavorazione dei cereali: orzo, frumento, segale, mais e altri ancora. A questi due ingredienti si aggiungono il lievito, per la fermentazione, e il luppolo, che dà alla birra il caratteristico gusto amaro.La preparazione della birra richiede almeno quattro fasi di lavorazione.
> produzione del malto >La prima fase è il processo di germinazione a cui viene sottoposto l'orzo (o altri cereali) affinché possa diventare malto.
L'orzo viene immerso in acqua a macerare per un periodo che varia dai 2 ai 4 giorni, finché il seme non raggiunge l'umidità desiderata.  A quel punto l'orzo viene posto su griglie di germinazione e lasciato riposare per altri 5/6 giorni, nel corso dei quali i semi iniziano a germogliare e crescere.
L'orzo germinato viene sottoposto ad essiccazione e tostatura per bloccare il processo di germinazione: dalla temperatura con cui vengono effettuati questi due processi dipende il tipo di malto che sarà ottenuto.
>>ammostatura_L'orzo maltato viene macinato e miscelato con acqua tiepida, portata successivamente a temperature più elevate: in questo modo si sviluppa la riattivazione di alcuni enzimi che scindono l’amido in zuccheri semplici e di altri enzimi che scindono le proteine in peptidi ed aminoacidi.Quando l'amido si trasforma in uno zucchero, il maltosio, allora abbiamo ottenuto un insieme omogeneo che prende il nome di “mosto”.
A questo punto si passa alla cottura del mosto, al fine di concentrarlo, chiarificarlo e sterilizzarlo. La durata dell'ebollizione varia a seconda del tipo di birra che si vuole ottenere, ma è raro che si superino le due ore. In questa fase viene aggiunto il luppolo, che conferisce il caratteristico sapore amarognolo alla birra e ne caratterizza l'aroma.
>>> fermantazione_Dopo la cottura il mosto viene lasciato raffreddare alle temperature adatte al tipo di  fermentazione che si vuole ottenere. Infatti le modalità di produzione della birra prevedono due grandi tipologie: le birre ad alta fermentazione e quelle a bassa fermentazione.
L'aggiunta dei lieviti del tipo Saccharomyces Cerevisiae produrrà una birra ad alta fermentazione. Questi lieviti prediligono temperature elevate (16°-30°) e durante il processo di fermentazione salgono in superficie, trasformando lo zucchero in alcol e producendo anidride carbonica. Questo metodo è il più antico e dà origine a birre corpose, dal gusto intenso e aromatico, tipicamente inglesi, in genere raggruppate nelle Ale. Per fare una birra a bassa fermentazione, invece, si usano i lieviti Saccharomyces Carlsbergensis, che prediligono le basse temperature (6°-15°) e lavorano in recipienti chiusi depositandosi sul fondo, in modo che l’anidride carbonica resti nella birra. Questo metodo serve a produrre birre dal gusto leggero e fragrante, generalmente denominate Lager.
Lager, dal tedesco "deposito", sta ad indicare come queste birre trascorrano dopo la fermentazione un lungo periodo di deposito a bassa temperatura (<0°) ne affina il gusto e le rende più stabili nel tempo.
>>>>imbottigliamento_Terminata la fase di maturazione a bassa temperatura, la birra viene filtrata, pastorizzata e imbottigliata.La pastorizzazione consiste nel portare la birra ad una temperatura di 60° per pochi minuti al fine di eliminare qualsiasi batterio dannoso che possa essersi introdotto durante la produzione.Alcune birre, invece, non vengono né filtrate né pastorizzate, e questo conferisce loro quel caratteristico aspetto torbido che dimostra la presenza dei lieviti; altrimenti, al termine di questi due processi, la birra risulterà finalmente limpida, brillante e pronta ad essere consumata. L'accurata filtrazione e il prolungato deposito a bassa temperatura ne garantiscono la conservazione fino alla data di consumo consigliata.





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The Story of Beer # Beer is the world’s oldest and most widely consumed alcoholic beverage and after water and tea is the third most popular drink overall. Currently China is the leading global beer producer with the Czech Republic the greatest consumers with an average of 143 litres of the amber gold sipped each year per person.Join presenter Judith Jones along with travelers across the world as they uncover the extraordinary mysteries behind the delicious elixir.Judith meets historian Peter Haydon to discover the origins of beer consumption where evidence dating back as early as 10,000BC reveals beer was being drunk in the Middle East and ancient Egypt. Beer originated in the Middle East, whilst on the other side of the globe in Mexico, the Aztecs created their own unique version of the drink. Further south in Peru, another great civilization, the Incas, were doing the same as Brianna Barnes discovers in the salt town of Morass whilst sampling a beer made from maize called Chicha. Across the ocean in South Africa, the age-old tradition of beer drinking plays a major role in local rituals and communal ceremonies which Justine Shapiro learns firsthand when she visits the Zulu town of Cape Flats.In Europe, Katy Hasell is in the town of Ardennes in Belgium to learn about the monasteries, which during the Middle Ages, were the largest producers of beer across the continent. Some of these monasteries still brew beer in the age-old traditional way, as historian Peter Haydon discusses when he explains the most integral evolution in the history of brewing – the introduction of the Bavarian flower called hop. Hops where first used by the Germans and eventually came to be new norm in beer production across Europe. Another country as passionate about their beer as the UK is Germany. Here beer is so revered it is also the national drink and home to the world’s longest running and largest, ever popular beer festival, Oktoberfest. Much to her delight, Merrilees Parker visits Munich to experience the 16-day autumnal beer drinking celebrations.Back in London, in the heart of the city under the arches in Bermondsey, micro- breweries are popping up with reinvented takes on traditional brewing methods and flavours, invigorating the once flailing beer industry. Judith meets beer blogger Nathan Nolan on a tour of Bermondsey’s Beer Mile and introduces her to the future of beer, rounding off her tour with a craft beer and food pairing session.


sabato 17 giugno 2017

word wine_red wive _ blac wine _recipes

 photo e recipe to chefAdrianomennillo .














Meat  pie ( Australia ) ingredienti e dosi : 500 gr di manzo macinato  - 1/2  cipolla tritata  -
1 tazza di acqua  - 2 dadi di carne  ( fatti in casa ) -   1/4 di tazza di ketchup   -
2/3  cucchiaini di Worcestershire sauce  -   cucchiaino di origano  - 1 pizzico di noce moscata -3 cucchiaini di farina 00  - 2 rotoli di pasta brisée  - poco olio d'oliva -   sale e pepe -
latte oppure 1 uovo per la copertura_ FATE  COSI - Scaldare il forno a 220°C.. In una padella soffriggere con un filo d'olio la carne trita e la cipolla. Aggiungere 3/4 della tazza d'acqua, i 2 dadi, il ketchup, la salsa Worcestershire, un pizzico di origano, uno di noce moscata e una macinata di pepe. Coprire e far cuocere per circa 15 minuti .Sciogliere la farina nella rimanente acqua fino ad ottenere una pasta liscia. Aggiungerla al mix di carne, mescolare e lasciar cuocere per qualche minuto. Aggiustare di sale e far raffreddare.Imburrare una tortiera e coprirla con un disco di pasta brisée, bucherellare il fondo. Riempirlo con il mix di carne, spennellare i bordi della pasta con un po' di latte o con un po' di uovo sbattuto e ricoprire con il secondo rotolo di pasta brisée. Chiudere i bordi e pressare la pasta con una forchetta. Spennellare la superficie con latte o uovo sbattuto.  Praticare un foro al centro della Meat pie, come nella foto. Il foro è necessario per far uscire il vapore durante la cottura e, al momento di servire, sarà utile per condire la tortina con la salsa al pomodoro. La salsa al pomodoro va posta in una bottiglia in plastica per ketchup, quando si gusta una tortina si infila la salsa direttamente nel buco, un po' uscirà fuori, ci si sporcherà ma credetemi ne varrà la pena! Infornare per 15 minuti  a 220°C, poi abbassare la temperatura a 180°C e far cuocere per altri 25 minuti  oppure  finché la superficie non sarà dorata.
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by adrianomennillo _VALORI  TRADIZIONALI   dell 'UVA  : 100  g di uva >
energia 61 kcal
acqua 80,3 g
proteine 0,5 g
grassi 0,1 gr
carboidrati 15,6 g , di cui zuccheri 15,6 gr
fibra 1,5 gr
potassio 192 mg
magnesio 7 mg
vitamina C 6 mg
folati 2 ug
betacarotene 27 ug
vitamina K 8,6 ug
essendo un frutto molto zuccherino (15,6 gr di zucchero in 100 g ma con basso contenuto )
fibre 1,5 su 100 g è da consumare con moderazione , in particolare da chi è affetto da obesità e/o diabete .
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I vini Valpolicella sono caratterizzati da un colore rubino intenso e scuro, in alcuni casi impenetrabile. La Corvina, varietà con buone proprietà coloranti, è l'uva maggiormente responsabile della colorazione del Valpolicella e colori cupi ed intenso con trasparenze ridotte indicano che le uve sono state coltivate con principi colturali di qualità e basse rese per ettaro. Nei vini di più lungo affinamento il rosso rubino, tende a mutarsi in granato, che indica uno stato di maturazione che si avvia verso l'apice.
-olfattivo :  Valpolicella hanno profilo olfattivo caratterizzato da aromi di fiori e frutti ai quali si uniscono in alcuni casi le note terziarie derivanti dalla maturazione in botte. I Valpolicella presentano soprattutto aromi di mora e violetta, accompagnati da profumi di prugna e amarena. Possiamo trovare anche mirtillo e ciliegia, assieme a note floreali di violetta, rosa rossa e, più marginalmente, ciclamino. Tra gli aromi terziari il più frequente è la vaniglia oltre a liquirizia, cannella, pepe nero, macis, pepe rosa, cuoio e cioccolato. Gli aromi di frutta si trasformano con il tempo nelle equivalenti confetture, e nei vini a più lungo affinamento si possono percepire anche aromi balsamici di mentolo ed eucalipto
_gustativo_ Al contatto col palato il Valpolicella ed il Valpolicella Superiore sono spesso caratterizzati da un'apprezzabile astringenza e da un certo calore alcolico. Più morbida ed armonica è invece la prima sensazione del Valpolicella Ripassoequilibrato da una piacevole morbidezza, risultato della particolare tecnica di vinificazione e della maturazione in botte. Buona la corrispondenza con le sensazioni olfattive che ci fa ritrovare i sapori identificativi iniziali, cioè mora, prugna e amarena. Tutti i vini della Valpolicella, in particolare il Valpolicella Ripasso, sono di struttura notevole e hanno buona persistenza gusto-olfattiva.
******** Abbinamento cibo-vino:  Il Valpolicella è un vino rosso strutturato, di solito giovane, adatto all'abbinamento con salumi, primi piatti a base di carne e carni alla griglia. Il Valpolicella Superiore è sulla stessa linea, ma contraddistinto da maggiore struttura che gli consente di "osare" di più verso arrosti e formaggi di media stagionatura. Il Valpolicella Ripasso è decisamente più morbido e rotondo, e permette anche abbinamenti con piccola selvaggina e formaggi stagionati.

giovedì 9 marzo 2017

winetaly # cocktails #

wine Italiano nero



Vino Rosato _ MATEUS _
Una delle caratteristiche principali dei vini rosati è la loro freschezza negli aromi, in genere gli stessi che sono tipici nei vini rossi giovani, tuttavia, come per ogni altro tipo di vino, prima di procedere all'abbinamento, è necessario conoscere le caratteristiche specifiche di ogni vino. Si è già detto che, dal punto di vista dell'abbinamento cibo vino, i vini rosati sono da considerarsi una via di mezzo fra i bianchi e i rossi, e grazie a questa caratteristica offrono un'ampia versatilità. Rispetto ai vini bianchi, i rosati sono in genere meno acidi e possiedono una maggiore morbidezza, fattori che dipendono anche dal modo in cui sono stati prodotti, mentre rispetto ai rossi, hanno una struttura e un'astringenza minore. In termini generali, i vini rosati non hanno un grado alcolico molto alto, un fattore che, ovviamente, dipende anche dalle condizioni specifiche del vino e del suo equilibrio.
 Grazie alla morbidezza dei rosati e alla loro apprezzabile acidità, di certo non eccessiva come nei bianchi, questi vini consentono di creare eccellenti abbinamenti con tutti i piatti di pasta in cui è presente salsa di pomodoro, così come nelle paste ripiene e al forno, non da ultimo, anche con la pizza e le sue più svariate versioni. La maggiore struttura rispetto ai bianchi e la bassa quantità di tannini, pertanto una bassa astringenza, risulta utile nelle preparazioni a base di pesce, in particolare zuppe di pesce e pesce arrosto riccamente condito e aromatizzato. I vini rosati sono inoltre abbinabili con i funghi e anche con i latticini, così come con i formaggi freschi e non stagionati.
 I vini rosati, grazie alle loro caratteristiche, sono ben abbinabili anche con le preparazioni a base di carne, in particolare la carne bianca, dalle preparazioni saltate in padella fino alle carni arrosto, anche cucinate con funghi o con i tartufi. Questi vini sono inoltre molto indicati come aperitivi, grazie alla possibilità di potere essere serviti a temperature basse, e risultano molto gradevoli anche con gli antipasti, anche a base di pesce. Grazie alla loro contenuta, ma comunque apprezzabile acidità, alla loro morbidezza e moderata alcolicità, i vini rosati sono in genere abbinabili con i salumi, da quelli magri a quelli più grassi, così come le preparazioni a base di verdure, in particolare gli sformati e le ricche “parmigiane”, ed infine, sono eccellenti con i cereali e i legumi.

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cocktail White Russian _ 5 cl Vodka Secca -2 cl Crema di Latte -3 cl Kahlua ./attrezzatura /Tumbler
 basso , shaker , bar spoon _METHOD-Prendete lo Shaker con del ghiaccio e versate la crema di latte e Shakerate energicamente. In un tumbler con del ghiaccio, versate la Vodka e il Kahlua, e con l’aiuto di un Bar Spoon mescolate, successivamente versate la Crema di latte e servite il vostro White Russian con una cannuccia corta.# decorazione :cannuccia corta .





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cocktail Paloma ( Mexico )ingredienti e dosi :     60 ml tequila  - 90 ml spremuta di pompelmo  - 15 ml succo di lime  -15 ml nettare di agave -1 ombrellino di carta - Spicchio di pompelmo.METHOD-In uno shaker aggiungere 60 ml di tequila, 90 ml di succo di pompelmo 15 ml di succo di lime 15 ml di nettare di agave. Preparare i bicchieri: su un piattino versare un po’ di sale fino; passare uno spicchio di lime sul bordo del bicchiere e poi capovolgere il bicchiere in modo da far aderire il sale al bordo bagnato dal succo. Riempire con qualche cubetto di ghiaccio.Shakerare il tutto e versare il mix sopra il ghiaccio. Guarnire con ombrellino e spicchio di pompelmo.




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      wine  Bordeaux  >>> 








Con i suoi 100.000 ettari di superficie, la regione viticola di Bordeaux è la più importante di Francia e fornisce un terzo dei vini a denominazione d'origine controllata: 3.020.000 hl di rossi e 920.000 hl di bianchi. Situata nel Sud-Ovest della Francia, si estende sulle sponde della Gironda ed è attraversata dalla Garonna e dalla Dordogna.
I suoi vini erano già famosi al tempo dei romani, come testimonia anche il poeta Ausonio, console di Roma a Trèves, quando decanta quelli prodotti nella sua villa vicino a Burdigala, il nome latino di Bordeaux. Nel medioevo, poi, la ]oro fama varcò la Manica, favorita dall'appartenenza dell'Aquitania alla corona inglese.
Gli estimatori continuarono ad aumentare e nel XIX secolo i vini di Bordeaux consolidarono il loro prestigio in tutto il mondo. Nella zona è rimasta viva la tradizione di antiche professioni artigianali, come quella dei maestri bottai che fabbricano le "barriques", le caratteristiche botti bordolesi, e i "tonneax".
Su tutto il territorio possiamo identificare i tre vitigni canonici che concorrono a formare quello che si definisce il "taglio bordolese":
  • Cabernet Sauvignon
  • Cabernet Franc
  • Merlot
ll vino di Bordeaux, dopo che è stato vinificato, invecchia per 2-3 anni in grandi "barriques" di 225 litri, che vengono riempite o rabboccate ogni 2-3 giorni per escludere ogni possibilità di ossidazione del vino.
Alcuni Bordeaux invecchiano in bottiglia anche per 75 anni e talvolta per un intero secolo, come certi rossi nel Médoc ed alcuni bianchi nella zona di Sauternes.
Gli eleganti "abiti" e i delicati "bouquet" sono conferiti ai famosi vini di Bordeaux da un sapiente assemblaggio di vitigni diversi, coltivati soprattutto in terreni sabbiosi e pietrosi: il Cabernet Franc e il Cabernet Sauvignon con il Merlot, il Petit Verdot e il Malbec per i rossi; il Sémillon con il Sauvignon e la Muscadelle per i bianchi. La gamma dei vini di Bordeaux è così ricca e diversificata che è sempre possibile trovare quello ideale per ogni piatto e ogni circostanza.


vini rossi .A.O.C del Bordolese >Vigorosi e fini, di color rubino che diventa granata col passar del tempo, leggeri, ma di un'eleganza unica e con bouquet molto particolare, questi vini migliorano col tempo perché il loro contenuto di tannino, che all'inizio li rende leggermente aspri, scompare a poco a poco e favorisce un invecchiamento molto lungo.
Un antico detto, che si attaglia perfettamente ai Medoc, dice: "perché il vino sia buono, bisogna che la vite sia piantata tra i sassi e veda un corso d'acqua.La differenza fra i numerosi château è dovuta alla diversità di percentuali dei vari vitigni utilizzati.
Le denominazioni d'origine regionale sono:
  • Médoc
  • Haut-Médoc
Le denominalioni d'origine comunale sono:
  • Listrac
  • Margaux
  • Moulis
  • Pauillac
  • Saint-Estèphe
  • Saint-Julien
Tra i Médoc si trovano la maggior parte dei "crus" più famosi, 62 dei quali sono entrati nella Classificazione Ufficiale del 1855: in essa i "premiers crus classés" sono lo Château-Lafite, lo Château-Latour e lo Château-Margaux.
Per qualità irreprensibile mantenuta costante per oltre 100 anni lo Château Mouton-Rothschild è diventato "premier cru" nel 1973.
Graves
Di un bel colore rubino, fini e ricchi di bouquet, sono pieni di vigore e molto adatti all'invecchiamento, come i Médoc. L'unico "cru" compreso nella Classificazione Ufficiale del 1855 è lo Château-Haut-Brion, che fa pertanto parte dei Quattro Grandi. L'ordinanza del Ministero dell'Agricoltura del 16.2.1959 ha classificato ed omologato 21 "crus" rossi e bianchi di questa zona.
Saint-Emilion
Potenti e generosi, di un bel colore granata, con un bouquet particolare e molto fine sono tra i più robusti rossi di Bordeaux. Invecchiano assai bene e spesso raggiungono la perfezione dopo una decina d'anni. Un'ordinanza del Ministero dell'Agricoltura del 1954 definisce 12 Châteaux "Premier Grand Cru Classé" - tra i più famosi, lo Château-Cheval-Blanc e lo Château-Ausone - e altri 70 Châteaux "Grand Cru Classé". Non esiste invece una lista omologata per la denominazione "Saint-Emilion Grand Cru". La lista dei "crus" suscettibili di beneficiare di questa denominazione è stabilita ogni anno in funzione della ricchezza alcolica dei vini.
Da tanto tempo i seguenti comuni hanno ottenuto il diritto di accompagnare il loro nome a quello di "Saint-Emilion": "Lussac-Saint-Emilion", "Montagne-Saint-Emilion", "Parsac-Saint-Emilion", "Puisseguin-Saint-Emilion" e "Saint-Georges-Saint-Emilion".
Pomerol > I vini di questa zona hanno la finezza dei Médoc e il vigore dei Saint-Emilion. Hanno un magnifico bouquet con sentore di tartufi ed invecchiano con grande eleganza. Le denominazioni d'origine sono Pomerol e Lalande-de-Pomerol, il cru più celebre, lo Château-Pétrus.
 
 

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domenica 16 ottobre 2016

wine*wine Piemonte + photos
















wine >Barbera  d'Asti _ Superiore  - 75CL- 13/5%VOL.

Uve: 100% Barbera ( Govone )
Vinificazione: in acciaio
Invecchiamento: in rovere
Affinamento: in legno
Colore: rosso rubino tendente al granato
Profumo: intenso, caratteristico, etereo
Sapore: secco, armonico, corposo, rotondo
Longevità: 5 anni
Gradi: 14% vol.
Servire a: 19°C
Acidità totale: 5,5 g/l
Abbinamenti: ideale con primi piatti importanti, minestroni in genere, carni rosse, selvaggina e formaggi semiduri .



Barbera del Monferrato superiore: DOC
colore: rosso rubino tendente al rosso granato con l’invecchiamento;
odore: intenso e caratteristico, tendente all’etereo con l’invecchiamento;
sapore: asciutto, tranquillo, di corpo, con adeguato invecchiamento più armonico, gradevole, digusto pieno;
>   titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol; per la “Barbera del Monferrato superiore” con indicazione di “vigna”: 13,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l.
estratto non riduttore minimo: 25,0 g/l;
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wine > Ribolla  Nera :12,5% - 75 cl   ( Venezia Giulia ) indicazione geografica protetta . 
Gradazione alcolica: 13.0° - Colore:Rosso rubino .
Sentori:foglia di pomodoro, lampone, mirtillo, mora, pepe nero, ribes, ribes nero .
 Vino di ottimo corpo, con buonissima acidità fissa (tipica per tutte le Ribolle…), caldo, pieno, ma nello stesso tempo morbido e vellutato. Colore rosso rubino intenso dalle sfumature granata e unghia violacea. Profumo di pepe nero e di frutta a bacca rossa: mora selvatica, lampone, mirtillo. Dopo l’invecchiamento si evolve in elegante bouquet di sottobosco, muschio e legno aromatico. Lo Schioppettino è sicuramente uno dei vitigni indigeno - friulano più particolari e tipici. 
Temperatura di servizio:22.0 °C -Età ottimale:da 10 a 20 anni Acidità:N/A